venerdì 19 settembre 2008

Lower Manhattan - Seaport


Giovedì 18
Innananzi tutto, visto che mi sono giunte delle lamentele sulla calligrafia, sappiate che scrivo da un mini portatile, che quindi ha una mini tastiera, con dei mini spazi tra un tasto e l'altro, e che avendo scritto sempre, fin'ora, all'una o alle due di notte, non sempre ho avuto il pieno controllo delle mie dita.... per quanto possibile ho cercato di correggere, ma qualcosa mi è sfuggito: I'm sorry about that.
Dunque, veniamo a noi, giornata interessante quella di oggi, destinazione Lower Manhattan, il cuore finanziario della città, e forse del mondo, visti i casini che succedono qui e che si riperquotono sul resto del pianeta.
Oggi mi sento come Nino D'Angelo nel film "Uno scugnizzo a New York", mitico film della cinematografia italiana, di quando ancora il caschetto biondo del grande Nino splendeva di luce propria: avete presente? su youtube sicuramente troverete la sigla iniziale, oggi mi sento così.
Prendo la metro, linea 1, che mi porta fino al capolinea, dove si prendono i ferry per visitare le altre isole. Io non prendo nessun traghetto, ma mi faccio un giro per Battery Park, bel parco con vista Statua della Libertà ed Ellis Island, faccio colazione in uno dei tanti chioschi e poi riprendo a passeggiare. Il parco è molto carino, tenuto da dio e con vari monumenti dedicati ai soldati caduti in guerra e ai marinai morti in mare. proseguo il cammino costeggiando il mare sulla costa ovest, fino all'altezza di Ground Zero. Ci metto un po' a capire come si prende la passerella che mi permette i vedere gli scavi dall'alto; quando ci riesco e posso vedere la grandezza della zona, non posso far altro che pensare a cosa c'era prima e che dramma assurdo debbano aver vissuto i newyorchesi quel giorno. Tonnellate di ferro venute giù, assieme a migliaia di storie e vite umane. Per la testa mi passano pensieri di ogni genere, ci metto un po' a riprendermi dopo aver lasciato i luogo.
Procedo verso Liberty Park, poi svolto in Nassau Street: curiosa questa zona, grattacieli altissimi e strade moto strette, se non guardi in alto sembra di essere in una qualsiasi dell nostre città. Cerco di curiosare un po' in qua un po' in la e poi imbocco il ponte di Brooklyn; molto suggestiva la vista da qui, in ogni direzione si giri la testa, persino in alto, il groviglio di cavi che tengono su la "baracca" è da vedere.
In un'ora, sosta per foto e corteo anti AIDS compresi, sono andato e sono tornato... Ho i piedi che friggono, le vesciche non si contano e ho fame.
Ma prima devo cercare un negozio: Abercrombie&Fitch. Me ne hanno parlato bene in molti ed infatti avevano ragione... Bel posto, giovane, musica alta, profumo da far venire la nausea (spruzzano in aria e sui vestiti il profumo che poi, ho scoperto, vendono anche). Il loro prodotto principale sembra essere la polo, ne hanno di tutti i tipi e colori, ma sono molto belli anche le felpe e i jeans. Ravano a destra e a manca, alla fine compro 5 maglie e un paio di jeans... Direi che è un posto da mettere in agenda per chi voglia fare un viaggio qua.
Il negozio si trova in zona porto, una zona, dicono, in attesa di ristrutturazione, ma a me piace molto così com'è: bell'ambiente, bei locali, ristoranti e molta gente. Dalla colazione alla cena, puoi stare seduto nei tavoli all'aperto avendo come vista Brooklyn a sinistra, la statua della Libertà e il mare davanti e i grattacieli (bellissimi) a destra. Sa vot ad piò!
All'ora dell'aperitivo c'era una festa organizzata da uno sponsor, con musica del dj e dal vivo, doveva essere una festa molto cool, ho visto, con i miei occhi, una coda di almeno 100m, di cui il 99% belle gn... ragazze e, mi è sembrato di capire, "anche ben disposte". Resto in zona quindi, mi fermo a mangiare un panino col pollo e patatine fritte e una bella birra. Cosa curiosa, ogni locale chiama le pietanze a modo proprio, quindi io non capisco mai cosa ordino, inutile chiedere info sugli ingredienti, non capirei una mazza, chiudo gli occhi e scelgo quello che mi indica il dito. Fin'ora non ho mai sbagliato.
Ormai sono le 8, decido di tornare in albergo, i miei piedi gridano vendetta, prendo la linea 3 espressa e in pochi minuti sono sulla 34th (grande invenzione la metro).
Mollo la roba in camera, doccia veloce, poi penso che ancora è presto e che un giretto a Time Square ci può stare, quindi, senza ascoltare i piedi, parto. Magnifica, luminosa, rumorosa, colorata e se ci pensate non è altro che un'incrocio di strade, ma i newyorkers hanno saputo renderlo un centro attrattivo impressionante.
Altre note, oggi i sono concesso un altro lusso, ho comprato una bottiglia d'acqua ricavata da un Iceberg in islanda, ho pensato che mi avrebbe aiutato a smaltire le tossine di tutte le salse che mangio.
Domani farò quello che non ho fatto oggi, Little Italy, Chinatown e forse Soho.
Alla prossima avventura.

giovedì 18 settembre 2008

MOMA...MAMIA!!!!



Ieri sera sono crollato nel letto, stanotte alle 4 con due occhi come bega (chi non conoscesse bega si immagini un mostro con due occhi grandissimi), le riprovo tutte per riaddormentarmi ma l'emozione era troppa, stasera avrei assistito alla mia prima partita di major league, NY Yankees contro Chicago White Sox... finalmente ci riesco, anche grazie all'aiuto del canale delle previsioni del tempo, eheheh.

Riesco comunque ad uscire tardi dall'albergo, e così, la prevista salita al Top of the Rock, altro grattacielo con vista panoramica mozzafiato, salta in favore del MOMA, Museo di arte moderna, molto bello, anche se ho un problema, non riesco ad apprezzare la pittura, mi sforzo ma non ci riesco, a volte mi fa venire anche il mal di testa, un po' come la musica jazz... Ci sono parecchie opere, ma molto belle sono anche le sale dedicate all'architettura, alla fotografia, alla scultura, c'è una sala, al 6 piano, dedicata alla casa, con plastici e schemi di case di ogni tipo, dalle prefabbricate anni 50/60, in lamiera con i mobili a scomparsa, a quelle futuristiche.
Il museo è consigliatissimo, anche perchè non è troppo grande, così non si corre il richio che stufi (nn sono un assiduo frequentatore di musei si vede?)

Uscito da lì, preso dai morsi della fame mi faccio 2 hot dog, uno dietro l'altro come fossero in catena di montaggio, poi riprovo con il Top of the Rock, ma sbaglio strada, quindi oggi proprio non doveva essere giornata... così mi consolo con un paio di scarpe...

Ma l'ora si avvicina, sento l'adrenalina salire, corro in albergo, mollo tutto e riparto di nuovo, prendo la metro, linea B, che in una mezz'ora mi porta ai piedi dello stadio, lascio lo zaino in custodia perchè altrimenti non sarei potuto entrare, e, dopo avere faticato un po' per trovare il mio posto, mi siedo ad ammirare lo stadio ancora semivuoto. Un'esperienza unica, anche questa, a poco a poco gli spalti si riempiono, di gente di ogni tipo, ogni colore, ogni età, dal neonato, alla vecchia signora che a stento cammina tenuta su dal nipote (non sto esagerando). La partita scorre via veloce, senza tanti colpi d'alta scuola, tranne due fuoricampo al settimo e all'ottavo. Poco importa, da subito ti rendi conto che il vero protagonista è il pubblico, sembra una frase fatta, ma non avrei saputo descriverlo diversamente... c'è chi fa un casino infernale per incitare i propri giocatori, altri che chiacchieraano tra loro e che quando parte la musichetta si alza in piedi a ballare, per poi rimettersi a chiacchierare, altri invece che della partita non gli potrebbe fregare di meno, l'importante è mangiare: ho visto alcuni mangiare dall'inizio alla fine, come i miei vicini di posto, una coppia poco più che vent'enne, che si è ingurgitata di tutto (ho anche temuto per lo snoopy peluche che mi hanno regalato all'ingresso).
In effetti se vuoi mangiare, trovi veramente di tutto, americano, indiano, cinese, italiano, decine e decine di stand gastronomici; in più, sugli spalti, ci sono quelli che ti portano la coca, la birra, ti fanno gli hot dog li sul momento e se poi ti va il dolce, c'è anche quello che ti porta lo zucchero filato.... rosa....

Che dire di più, per la cronaca la partita è finita 5 a 1 per gli Yankee, ma il vero spettacolo l'ha fatto il pubblico: una bella differenza rispetto a quello dei nostri stadi (e non parlo solo del calcio) dove la cosa principale è insultare l'avversario prima che incitare i propri giocatori, non ho visto tifoserie divise, non ho visto treni assaltati, non ho visto niente di tutto quello che si vede comunemente ogni week end da noi; il bello è che lì giocano ogni giorno, ed ogni giorno è così, si vede che è gente che ha voglia di divertirsi, ma soprattutto, sa come farlo.

Buonanonne guys, anzi, buongiorno, ormai sarete svegli.
A domani

PS: stasera, per la prima volta, ho desiderato che ci fosse una persona con me...

martedì 16 settembre 2008

HARLEM

MOMA un par de ciufoli!!! direbbe quacuno... Chiuso il martedì, ma cosa l'ho comprata a fare la guida se poi non ci guardo!

Poco male, opto per il museo di storia naturale, prendo la metro, oggi mi sposto solo così e in 2 minuti sono li...

Ma mi stavo dimenticando una cosa!!! sto scrivendo da un bar, con wifi libera e dove? Ad Harlem, ma dico io!

Mi sembra di stare in un film, Harlem è proprio come me l'aspettavo, forse meglio, in questo bar è pieno di studenti collegati a internet, fuori è molto tranquilla, io sono qui nell'orario di chiusura delle scuole, in giro e nella metro era pieno di bambini di colore vestiti come damerini, con lo zaino.

La metro, che grande invenzione, e che profumo, sembra una stronzata, ma l'odore del ferro dei binari mi ha sempre suscitato emozione, sin da piccolo. Mi ero proposto di farmi la città il più possibile in superficie, ma vuoi per l'attrazione che ha la metro, vuoi per le articolazioni che hanno smesso di insultarmi, ma non sono ancora proprio a posto, oggi ho fatto la metro card e via...

Che altro dire, non sono ancora riuscito a postare una foto, non me lo permette, non so a cosa sia dovuto il problema, ma risolverò anche questo.

Grazie a tutti per i commenti

Alla prossima

PS: mi correggo, il bar (Amrita Cafè) non è propriamente ad Harlem, che invece rimane tra la 125 e la 145 strada.

Panoramix



Lunedì 15 ore 7 PM
Doccia veloce poi giù di nuovo, le articolazioni chiedono pietà, ma stasera mi sono messo in testa di andare sull'Empire State Building per vedere il panorama al tramonto e notturno... Bene, il grattacielo è a due passi, ma io, distratto da chissacchè, mi faccio di nuovo tutta la 7th fino a Time Square, quando mi accorgo che non era li il grattacielo, bensì, dieto il mio albergo, sigh!!! Fosse piccolo che non si vede...
Le articolazioni urlano pietà.
Arrivo non senza rischiare 2 o 3 investimenti (scriverò un capitolo a parte sulla guida dei newyorkesi e dei pedoni) ai piedi del grattacielo, ma la fila che vedo mi fa pensare che del tramonto vedrò ben poco... pazienza... dopo una ventina di minuti riesco a prendere l'ascensore (80 piani in 1 minuto!!!! roba da Mirabilandia), poi il secondo ascensore (questo solo una ventina di piani ma ad una velocità umana) e poi il Paradiso.
Una vista incrediblie, da togliere il fiato, sarebbe da mandare via tutti gli altri e mettersi li con una buona bottiglia, una sigaretta a contemplare.
Sapevo che la giornata ventilata avrebbe spazzato via l'umidità e lo smog, il cielo limpido ai limiti dell'incredibile, la macchina fotografica che scatta in continuazione. mi sarò perso il tramonto ma quello che ho visto non ha uguali...
"S'è fatta na certa" è ora di mangiare, scendo e di fianco al grattacielo c'è una birreria molto carina, non ricordo il nome purtroppo... Una bella bistecca e una birra è quello che ci vuole per i miei muscoli e le mie giunture, che nel frattempo hanno iniziato a insultarmi.
Ottima carne, la birra un po' meno, non ne conoscevo una e ho tirato un po' a indovinare, 35 dollari compresa la mancia (circa 23 euro), direi che posso ora andare a dormire soddisfatto.
AAAHHHHH, il dolore mi pervade tutto il corpo, l'aria condizionata del locale ha dato il colpo di grazia alla mia condizione ma, in qualche modo, deambulo comunque verso l'albergo...
Domani giornata più tranquilla credo, soprattutto sfrutterò la metro, credo che visiterò il MOMA.

"GUDNAIT"

Aggiornamento 23/09: la birreria fa parte della catena Heartland Brewery, le birre sono fatte in casa e ne hanno varie.

WIFI questa sconosciuta

Lunedì 15 ore 5.00 PM
Macy's è enorme, non finisce mai, 8 piani grandissimi e dentro trovi di tutto, dalle firme alle cose più "povere", io non ho comprato niente, stavolta.
Pomeriggio alla ricerca di una wifi libera e gratis... pomeriggio massacrante... e infruttuoso... solo wifi a pagamento e non ho ancora capito come...
Il massimo l'ho raggiunto in un McDonald, che sulla porta portava scritto "WIFI McDonald here", chiedo al commesso e non ne sa niente, cerco di dirgli cosa c'era scritto sulla porta ma niente, chiede ad una collega ma anche lei cade dalle nuvole, gli stavo per smontare la porta per fargli capire di cosa avevo bisogno, quando mi sono ricordato che ero negli States, meglio non fare troppo casino, Guantanamo non è poi così lontana...
Rinuncio, torno in albergo e mi informo per la connessione, naturalmente a pagamento e solo nella "lobby", mi metto il cuore in pace, pensando che stasera prima di andare a letto avrei scritto 2 righe sul blog per i miei amici...

Primo impatto




Lunedì 15 ore 11.30 AM
Eccomi qua, primo giorno a New York, bel tempo, ventilato al punto da portare via un po' di smog... non c'è male.
Sveglia ore 5 e un quarto... troppo presto, seconda sveglia ore 9 meno un quarto, già meglio... Doccia veloce, riordino della camera quanto basta e poi giù....
Non avete un'idea, da rimanerci senza fiato... il Madison Square Garden che ho davanti e i palazzi altissimi ai lati, le insegne luminosissime che pubblicizzano i nuovi film in uscita, imprssionante, il primo impatto posso dire che è stato impressionante.
Mi dirigo da qualche parte lungo la 7th, non ho voglia di tirare fuori la cartina, nn so dove sto andando, ma poco dopo lo capisco, vedo in lontananza gli schermi illuminati di Time Square, dopo 10 minuti di cammino solo li, bella sorpresa devo dire...
Molti colori, dovuti più che altro alle insegne pubblicitarie, ma piacevoli ugualmente...
Sosta davanti alla webcam per salutare i "mechanema boys", qualche scatto e poi dedico qualche minuto al mio stomaco ancora a digiuno... decido di provare starbucks... non male ma niente di che.... e la wifi non è free, mannaggia!

Sto scrivendo dall Herald Square Park, un angolo molto carino ai piedi del monumento a James Gordon Bennet, fondatore del New York Herald, e sticazzi? direte voi? lo dico anche io!!! tornando al parchetto è bellino, pulito, in mezzo ad un crocevia di strade percui non molto silenzioso, e davanti a Macy's, un mega centro commerciale, che presto visiterò.

domenica 14 settembre 2008

Alè burdel... si parte

Allora... zaino, taaac... macchina fotografica, taaac... batterie cariche, taaac... portatile, taaac... passaporto, taaac... biglietto per gli Yankee, taaac... tac, tac.....
maglietta della salute, taaac... mutandoni di lana col taglio davanti, taaac... vestaglione di flanella, taaac, tac, tac

mancano solo 24 ore e Bacco mette piede in America
e da allora niente sarà più come prima (cala, cala!!!)

rimanete sintonizzati