Giovedì 18
Innananzi tutto, visto che mi sono giunte delle lamentele sulla calligrafia, sappiate che scrivo da un mini portatile, che quindi ha una mini tastiera, con dei mini spazi tra un tasto e l'altro, e che avendo scritto sempre, fin'ora, all'una o alle due di notte, non sempre ho avuto il pieno controllo delle mie dita.... per quanto possibile ho cercato di correggere, ma qualcosa mi è sfuggito: I'm sorry about that.
Dunque, veniamo a noi, giornata interessante quella di oggi, destinazione Lower Manhattan, il cuore finanziario della città, e forse del mondo, visti i casini che succedono qui e che si riperquotono sul resto del pianeta.
Oggi mi sento come Nino D'Angelo nel film "Uno scugnizzo a New York", mitico film della cinematografia italiana, di quando ancora il caschetto biondo del grande Nino splendeva di luce propria: avete presente? su youtube sicuramente troverete la sigla iniziale, oggi mi sento così.
Prendo la metro, linea 1, che mi porta fino al capolinea, dove si prendono i ferry per visitare le altre isole. Io non prendo nessun traghetto, ma mi faccio un giro per Battery Park, bel parco con vista Statua della Libertà ed Ellis Island, faccio colazione in uno dei tanti chioschi e poi riprendo a passeggiare. Il parco è molto carino, tenuto da dio e con vari monumenti dedicati ai soldati caduti in guerra e ai marinai morti in mare. proseguo il cammino costeggiando il mare sulla costa ovest, fino all'altezza di Ground Zero. Ci metto un po' a capire come si prende la passerella che mi permette i vedere gli scavi dall'alto; quando ci riesco e posso vedere la grandezza della zona, non posso far altro che pensare a cosa c'era prima e che dramma assurdo debbano aver vissuto i newyorchesi quel giorno. Tonnellate di ferro venute giù, assieme a migliaia di storie e vite umane. Per la testa mi passano pensieri di ogni genere, ci metto un po' a riprendermi dopo aver lasciato i luogo.
Procedo verso Liberty Park, poi svolto in Nassau Street: curiosa questa zona, grattacieli altissimi e strade moto strette, se non guardi in alto sembra di essere in una qualsiasi dell nostre città. Cerco di curiosare un po' in qua un po' in la e poi imbocco il ponte di Brooklyn; molto suggestiva la vista da qui, in ogni direzione si giri la testa, persino in alto, il groviglio di cavi che tengono su la "baracca" è da vedere.
In un'ora, sosta per foto e corteo anti AIDS compresi, sono andato e sono tornato... Ho i piedi che friggono, le vesciche non si contano e ho fame.
Ma prima devo cercare un negozio: Abercrombie&Fitch. Me ne hanno parlato bene in molti ed infatti avevano ragione... Bel posto, giovane, musica alta, profumo da far venire la nausea (spruzzano in aria e sui vestiti il profumo che poi, ho scoperto, vendono anche). Il loro prodotto principale sembra essere la polo, ne hanno di tutti i tipi e colori, ma sono molto belli anche le felpe e i jeans. Ravano a destra e a manca, alla fine compro 5 maglie e un paio di jeans... Direi che è un posto da mettere in agenda per chi voglia fare un viaggio qua.
Il negozio si trova in zona porto, una zona, dicono, in attesa di ristrutturazione, ma a me piace molto così com'è: bell'ambiente, bei locali, ristoranti e molta gente. Dalla colazione alla cena, puoi stare seduto nei tavoli all'aperto avendo come vista Brooklyn a sinistra, la statua della Libertà e il mare davanti e i grattacieli (bellissimi) a destra. Sa vot ad piò!
All'ora dell'aperitivo c'era una festa organizzata da uno sponsor, con musica del dj e dal vivo, doveva essere una festa molto cool, ho visto, con i miei occhi, una coda di almeno 100m, di cui il 99% belle gn... ragazze e, mi è sembrato di capire, "anche ben disposte". Resto in zona quindi, mi fermo a mangiare un panino col pollo e patatine fritte e una bella birra. Cosa curiosa, ogni locale chiama le pietanze a modo proprio, quindi io non capisco mai cosa ordino, inutile chiedere info sugli ingredienti, non capirei una mazza, chiudo gli occhi e scelgo quello che mi indica il dito. Fin'ora non ho mai sbagliato.
Ormai sono le 8, decido di tornare in albergo, i miei piedi gridano vendetta, prendo la linea 3 espressa e in pochi minuti sono sulla 34th (grande invenzione la metro).
Mollo la roba in camera, doccia veloce, poi penso che ancora è presto e che un giretto a Time Square ci può stare, quindi, senza ascoltare i piedi, parto. Magnifica, luminosa, rumorosa, colorata e se ci pensate non è altro che un'incrocio di strade, ma i newyorkers hanno saputo renderlo un centro attrattivo impressionante.
Altre note, oggi i sono concesso un altro lusso, ho comprato una bottiglia d'acqua ricavata da un Iceberg in islanda, ho pensato che mi avrebbe aiutato a smaltire le tossine di tutte le salse che mangio.
Domani farò quello che non ho fatto oggi, Little Italy, Chinatown e forse Soho.
Alla prossima avventura.
4 commenti:
Vai Bacco non fermarti!!!
Zorro.
Grande Fa,è proprio bello il tuo diario del capitano, devo dire che mi sto appassionando ogni giorno di più. Non so cosa darei per sentirti ordinare gli hamburger, chissà cosa capiscono i camerieri... Scherzo vai alla grande buona giornata, attendo il prossimo capitolo.
LELE
Ragazzi, questo non ci torna più...
la vista dall'epire di notte è una chicca che io non ho provato ... SPETTACOLO ...
Aleced
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