mercoledì 15 ottobre 2008
Blog Action Day 15/10 - Povertà
Una volta all’anno viene organizzata una giornata in cui tutti i blogger, che decidono di partecipare, parlano di un certo tema: quest'anno il tema è la povertà.
Migliaia di blog, da tutto il mondo, quest'oggi riportano notizie, analisi, proposte o semplici pensieri ed io che, fin'ora, ho scritto di quanto era bella New York, non posso fare a meno di pensare a quell'uomo sulla 7th, sdraiato ai bordi del marciapiede, trasandato, in condizioni veramente misere, apparentemente invisibile ai passanti. Vi confesso che per un attimo mi è passata per la mente l'idea di fotografarlo, per fortuna se n'è andata subito...
L'immagine di quell'uomo strideva talmente tanto con tutto quello che lo circondava che, forse inconsciamente, non volevo crederci, e infatti per tutto il resto del viaggio non ci ho più pensato... Solo dopo qualche giorno dal ritorno mi è ritornato in mente, non che non abbia mai visto un "homeless" in vita mia, anche a Rimini capita di vederne, ma per me quei giorni erano di totale esaltazione, che non volevo tornare con i piedi per terra... non so cosa avrei potuto fare per lui, per lo meno in quel momento.
Potremmo fare tanto invece, ognuno nel proprio piccolo, per aiutare chi ne ha bisogno, la povertà colpisce a vari livelli, probabilmente nel nostro stesso quartiere c'è qualcuno che a stento riesce a sopravvivere.
Viviamo in un mondo sempre più povero, non è necessario che lo dica un esperto, lo si vede e basta... e poi io sto in una terra tutto sommato ricca, messa a confronto con altre, eppure la disoccupazione c'è anche qua, le bollette sono sempre più alte, gli stipendi non salgono, il precariato invece si.
Forse abbiamo vissuto al disopra delle nostre possibilità, facciamoci un pensierino ogni tanto, possiamo restituire qualcosa a chi ne ha bisogno più di noi, anche ora...
mercoledì 24 settembre 2008


Devo dire che la città, pur essendo come me l'aspettavo (ve l'ho scritto, è come nei film) è riuscita ad incantarmi ugualmente, soprattutto la gente, ospitale e cordiale, non mi hanno mai fatto mancare un'indicazione, semmai ero io a non capire e a sbagliare strada (SOB!).
Anche perchè più passa il tempo, più mi rendo conto che da vedere c'è tanto altro... Vuoi per le precarie condizioni fisiche, vuoi perchè mi piaceva fermarmi un po' di tempo nei vari quartieri, se ritenevo che ne valeva pena, il tempo era sempre poco... Una scusa in più per tornarci no?
Adesso però devo pensare al prossimo giro (non necessariamente da solo stavolta)... cosa mi consigliate? e perchè? forza, voglio che mi consigliate la prossima meta, inseritela nei commenti; a proposito, non serve registrarsi per scrivere, basta mettere la spunta su "anonimo" o ancora meglio su "nome/url".
xo xo
domenica 21 settembre 2008
All'aereoporto
Sta finendo l'avventura, una bella avventura, in cui mi sono anche divertito a tenervi aggiornati sugli eventi... mi piacerebbe farlo anche in futuro, ma la mia vita così piatta a Rimini... non è vero...
Stamattina, come anticipato ieri, sono stato a Central Park... ragazzi, spacca!! Abituato a città senza parchi, questo mi è sembrato megagalattico, e poi l'ho girato solo in parte...
Un sacco di gente che fa sport, di tutti i tipi, jogging, bicicletta, rollerblade, ci sono campi da baseball, da basket, parchi per bambini, roccie per arrampicate...un paradiso...
Come dicevo l'ho potuto girare solo in parte, a causa delle mie sempre più precarie condizioni fisiche... quindi mi sono trovato un posticino tranquillo e li mi sono fermato... vicino a me c'erano alcuni ragazzi che stavano girando un film, non ho capito con quale scopo, ma erano molto divertenti...
Ritorno in albergo per ritirare i bagagli e vado alla ricerca di un taxi, salto la fila da vero italiano, con l'aiuto del tassista che mi teneva d'occhio, e via... per le strade di New York a palla, saltando da una corsia all'altra come fossimo alla cassa del supermercato... Questo tassista era ancora più spericolato del primo, Hussain "Shumi" Muktar, ma c'era anche molto più traffico e non aveva capito che l'aereo l'avrei avuto dopo 4 ore... l'ha capito solo poco prima di arrivare... un delirio.
Qua c'è l'usanza di suonare il clason per qualsiasi motivo, non esistono giorno e notte per gli autisti newyorkesi... Suonano alla vecchia ch ci mette un po' ad attraversare, suonano a quello che deve girare a destra perchè gli fa perdere il ritmo, una follia... però mi piacerebbe farmi un giro per le strade alla guida di una delle loro macchine.
Altra cosa che vorrei fare, casomai tornassi, è un giro in bici, mezzo molto più veloce dei piedi e a me più congeniale: l'unico problema è che se non stai attento a tenerla sempre d'occhio, te la fottono in un nanosecondo... ho visto ciclisti portarsi dietro catene probabilmente più pesanti della bici stessa, con la quale legavano il telaio e le due ruote insieme... Altri, che probabilmente non avevano la catena abbastanza lunga, li ho visti legare telaio e ruota posteriore e portarsi quella anteriore in ufficio, che posto ragazzi!
E' un mondo a parte secondo me, quello che si vede nei film rispecchia interamente la realtà.. le persone, i luoghi, i modi di fare e la gestualità delle persone... di quello che vedete nei film non c'è niente di inventato...
Vengo via con il magone, come dice Ivan, tornerò pensando già alla prossima volta...
Mi metto in attesa dell'aereo, ci sentiamo quando sarò in Italia.
Mi avete tenuto compagnia con i vostri commenti, vi ringrazio.
Av salut
sabato 20 settembre 2008
Chinatown, Little Italy, Soho
Cari aficionados, probabilmente questa è l'ultima volta che vi scrivo dal suolo americano, è ora di partire, domni sera ho l'aereo che mi riporta a casa... SIGH!! SOB!!
Sarei anche contento di rivedere un po' di gente, però altri 3 o 4 giorni me li sarei fatti volentieri (il mio fisico un po' meno, ma lui non conta, giusto?).
Anche oggi chilometri e chilometri a piedi, ma andiamo per ordine;
Esco tardi dall'albergo, stamattina me la sono presa moooolto comoda, colazione con hot-dog alle ora 12.30, prima di visitare B&H, negozio "mecca" per i fotografi di tutto il mondo, grandissimo, dove puoi trovare tutto, a prezzi ultra convenienti: ma non credete, non ho ceduto al demone stavolta, anche perchè c'era una fila lunghissima e non ne avevo voglia, anche se devo dire che li ho osservati e sono molto organizzati: prima di tutto sono in "mille", li riconosci dal gilet verde, poi sul soffitto passano una serie di binari che trasportano l'acquisto direttamente alla cassa, avevo voglia di comprare qualcosa solo per fare funzionare quei binari ;-P
Uscito da li con l'acquolina in bocca per tutto i ben di Dio che ho visto, prendo la metro che mi porta fino a Chinatown, secondo me un quartiere "pacco" come la roba che vendono... caratteristico eh! niente da dire, ma un pacco, le vie sono tutte uguali, stessi negozi, stessa paccottiglia (interessanti solo due cose, l'insegna del McDonald's in cinese e per i souvenir che costano un po' meno che in altre zone...). Scorro veloce 3 o 4 strade poi mi dirigo verso Mulberry St., ovvero Little Italy, che questa settimana festeggia San Gennaro e la strada (lunghina) è piena di bancarelle che vendono cibo, di tutti i tipi e di tutte le nazionalità... Ho fatto la strada almeno 4 volte, avanti e indietro, ho ascoltato, Ramazzotti e un falso Venditti, ho respirato un miscuglio di odori quasi nauseante, ho notato che di italiani che lavoravano ce n'erano ben pochi, molti asiatici, molti centro/sudamericani, ancora cinesi, ma di bandiere col tricolore e di insegne che pubblicizzavano prodotti italiani (spesso con nomi storpiati) un bel po': "fettuccini", "tortelini", "fusili"... ho provato a parlare italiano con qualcuno ma in pochi andavano oltre al buongiorno, buonasera, come stai, espresso regular... e poi non ho trovato la piada!!!
Divertenti sono i nomi dei locali, alcuni anche molto carini, la maggior parte inneggianti alla mamma, a sorella, la zia, la nonna,
Verso le 3 ho anche pranzato, al ristorante La Mela, condotto da un anziano italoamericanocampano di nome Giovanni, che mi ha portato un piatto di Fettuccini alla puttanesca, che galleggiavano nell'olio e una torta di ricotta che invece spaccava... il tutto condito da un ottimo vino campano chiamato Sangiovese di Romagna.. Giovanni mi ha confessato che quando era giovane, guidava il treno, e faceva spesso la strada tra la campania e la toscana per portare le uve da cui sarebbe nato il Chianti... All'inizio mi aveva preso male, pensavo che l propietario fosse un altro, tale Nicola, parlava un po' italiano con accento del sud, poi quando mi ha detto che era Croato, mi sono cascate un po' le balle, per fortuna ci ha pensato Giovanni a tirarmi su il morale, persona simpaticissima... Ormai di italiani veri ne sono rimasti pochi, Little Italy viene sempnre più inghiottita dal China, e un po' mi dispiace; probabilmente gli italiani d'oggi non sono come quelli che vengono dipinti qui (con le dovute eccezioni), però qua il tempo si è fermato e qusti sono ancora quelli che con la valigia di cartone sono partiti per "trovare l'america".
Quando non ne ho potuto più di Ramazzotti, ho preso la direzione per SOHO, quartiere alla moda, pieno di boutique e negozi fighi (x ivan: c'è anche l'apple store). i marciapiedi brulicano di donne che fanno shopping: in effetti la maggior parte dei negozi sono dedicati a loro, ma spesso è roba che trovi in altre zone, solo che qui costa di più (verificato con le nike).. e poi ci sono molti bei caffè agli angoli delle strade pieni di ragazzi.
La serata l'ho conclusa nel pub a fianco l'albergo, Lindy's, nel quale mi sono sparato un piattone con bistecca e patate fritte buonissime. Nota: qua non hanno molto il senso della misura, qualsiasi cosa ordiniate, vi portano una montagna di roba, comprese le verdure o le patate fritte, le salse, se ordinate un panino, di solito lo spessore del pane è 1/5 quallo della farcitura, bisogna fare come i serpenti che per inghiottire le bestie molti grandi, slogano la mandibola per farle passare.
Domani, spero, di fare tutta la mattinata a Central Park, che ancora non ho visto, poi alle 8 di sera parte l'aereo che mi riporta a Bologna.
Have a good day, my friends... have a good night, Fabio.
PS: mi scuso con tutti quelli a cui avevo promesso "miglioni" di foto, ma problemi non dovuti alla mia persona, o forse si, non me lo hanno permesso... sappiate che il blog non lo cancellerò e che la prossima settimana aggiungerò ancora qualcosa, da casa, dove tutto funziona, altrimenti c'è sempre il buon vecchio http://www.flickr.com/photos/xbakko/
venerdì 19 settembre 2008
Lower Manhattan - Seaport
Giovedì 18
Innananzi tutto, visto che mi sono giunte delle lamentele sulla calligrafia, sappiate che scrivo da un mini portatile, che quindi ha una mini tastiera, con dei mini spazi tra un tasto e l'altro, e che avendo scritto sempre, fin'ora, all'una o alle due di notte, non sempre ho avuto il pieno controllo delle mie dita.... per quanto possibile ho cercato di correggere, ma qualcosa mi è sfuggito: I'm sorry about that.
Dunque, veniamo a noi, giornata interessante quella di oggi, destinazione Lower Manhattan, il cuore finanziario della città, e forse del mondo, visti i casini che succedono qui e che si riperquotono sul resto del pianeta.
Oggi mi sento come Nino D'Angelo nel film "Uno scugnizzo a New York", mitico film della cinematografia italiana, di quando ancora il caschetto biondo del grande Nino splendeva di luce propria: avete presente? su youtube sicuramente troverete la sigla iniziale, oggi mi sento così.
Prendo la metro, linea 1, che mi porta fino al capolinea, dove si prendono i ferry per visitare le altre isole. Io non prendo nessun traghetto, ma mi faccio un giro per Battery Park, bel parco con vista Statua della Libertà ed Ellis Island, faccio colazione in uno dei tanti chioschi e poi riprendo a passeggiare. Il parco è molto carino, tenuto da dio e con vari monumenti dedicati ai soldati caduti in guerra e ai marinai morti in mare. proseguo il cammino costeggiando il mare sulla costa ovest, fino all'altezza di Ground Zero. Ci metto un po' a capire come si prende la passerella che mi permette i vedere gli scavi dall'alto; quando ci riesco e posso vedere la grandezza della zona, non posso far altro che pensare a cosa c'era prima e che dramma assurdo debbano aver vissuto i newyorchesi quel giorno. Tonnellate di ferro venute giù, assieme a migliaia di storie e vite umane. Per la testa mi passano pensieri di ogni genere, ci metto un po' a riprendermi dopo aver lasciato i luogo.
Procedo verso Liberty Park, poi svolto in Nassau Street: curiosa questa zona, grattacieli altissimi e strade moto strette, se non guardi in alto sembra di essere in una qualsiasi dell nostre città. Cerco di curiosare un po' in qua un po' in la e poi imbocco il ponte di Brooklyn; molto suggestiva la vista da qui, in ogni direzione si giri la testa, persino in alto, il groviglio di cavi che tengono su la "baracca" è da vedere.
In un'ora, sosta per foto e corteo anti AIDS compresi, sono andato e sono tornato... Ho i piedi che friggono, le vesciche non si contano e ho fame.
Ma prima devo cercare un negozio: Abercrombie&Fitch. Me ne hanno parlato bene in molti ed infatti avevano ragione... Bel posto, giovane, musica alta, profumo da far venire la nausea (spruzzano in aria e sui vestiti il profumo che poi, ho scoperto, vendono anche). Il loro prodotto principale sembra essere la polo, ne hanno di tutti i tipi e colori, ma sono molto belli anche le felpe e i jeans. Ravano a destra e a manca, alla fine compro 5 maglie e un paio di jeans... Direi che è un posto da mettere in agenda per chi voglia fare un viaggio qua.
Il negozio si trova in zona porto, una zona, dicono, in attesa di ristrutturazione, ma a me piace molto così com'è: bell'ambiente, bei locali, ristoranti e molta gente. Dalla colazione alla cena, puoi stare seduto nei tavoli all'aperto avendo come vista Brooklyn a sinistra, la statua della Libertà e il mare davanti e i grattacieli (bellissimi) a destra. Sa vot ad piò!
All'ora dell'aperitivo c'era una festa organizzata da uno sponsor, con musica del dj e dal vivo, doveva essere una festa molto cool, ho visto, con i miei occhi, una coda di almeno 100m, di cui il 99% belle gn... ragazze e, mi è sembrato di capire, "anche ben disposte". Resto in zona quindi, mi fermo a mangiare un panino col pollo e patatine fritte e una bella birra. Cosa curiosa, ogni locale chiama le pietanze a modo proprio, quindi io non capisco mai cosa ordino, inutile chiedere info sugli ingredienti, non capirei una mazza, chiudo gli occhi e scelgo quello che mi indica il dito. Fin'ora non ho mai sbagliato.
Ormai sono le 8, decido di tornare in albergo, i miei piedi gridano vendetta, prendo la linea 3 espressa e in pochi minuti sono sulla 34th (grande invenzione la metro).
Mollo la roba in camera, doccia veloce, poi penso che ancora è presto e che un giretto a Time Square ci può stare, quindi, senza ascoltare i piedi, parto. Magnifica, luminosa, rumorosa, colorata e se ci pensate non è altro che un'incrocio di strade, ma i newyorkers hanno saputo renderlo un centro attrattivo impressionante.
Altre note, oggi i sono concesso un altro lusso, ho comprato una bottiglia d'acqua ricavata da un Iceberg in islanda, ho pensato che mi avrebbe aiutato a smaltire le tossine di tutte le salse che mangio.
Domani farò quello che non ho fatto oggi, Little Italy, Chinatown e forse Soho.
Alla prossima avventura.
giovedì 18 settembre 2008
MOMA...MAMIA!!!!
Ieri sera sono crollato nel letto, stanotte alle 4 con due occhi come bega (chi non conoscesse bega si immagini un mostro con due occhi grandissimi), le riprovo tutte per riaddormentarmi ma l'emozione era troppa, stasera avrei assistito alla mia prima partita di major league, NY Yankees contro Chicago White Sox... finalmente ci riesco, anche grazie all'aiuto del canale delle previsioni del tempo, eheheh.
Riesco comunque ad uscire tardi dall'albergo, e così, la prevista salita al Top of the Rock, altro grattacielo con vista panoramica mozzafiato, salta in favore del MOMA, Museo di arte moderna, molto bello, anche se ho un problema, non riesco ad apprezzare la pittura, mi sforzo ma non ci riesco, a volte mi fa venire anche il mal di testa, un po' come la musica jazz... Ci sono parecchie opere, ma molto belle sono anche le sale dedicate all'architettura, alla fotografia, alla scultura, c'è una sala, al 6 piano, dedicata alla casa, con plastici e schemi di case di ogni tipo, dalle prefabbricate anni 50/60, in lamiera con i mobili a scomparsa, a quelle futuristiche.
Il museo è consigliatissimo, anche perchè non è troppo grande, così non si corre il richio che stufi (nn sono un assiduo frequentatore di musei si vede?)
Uscito da lì, preso dai morsi della fame mi faccio 2 hot dog, uno dietro l'altro come fossero in catena di montaggio, poi riprovo con il Top of the Rock, ma sbaglio strada, quindi oggi proprio non doveva essere giornata... così mi consolo con un paio di scarpe...
Ma l'ora si avvicina, sento l'adrenalina salire, corro in albergo, mollo tutto e riparto di nuovo, prendo la metro, linea B, che in una mezz'ora mi porta ai piedi dello stadio, lascio lo zaino in custodia perchè altrimenti non sarei potuto entrare, e, dopo avere faticato un po' per trovare il mio posto, mi siedo ad ammirare lo stadio ancora semivuoto. Un'esperienza unica, anche questa, a poco a poco gli spalti si riempiono, di gente di ogni tipo, ogni colore, ogni età, dal neonato, alla vecchia signora che a stento cammina tenuta su dal nipote (non sto esagerando). La partita scorre via veloce, senza tanti colpi d'alta scuola, tranne due fuoricampo al settimo e all'ottavo. Poco importa, da subito ti rendi conto che il vero protagonista è il pubblico, sembra una frase fatta, ma non avrei saputo descriverlo diversamente... c'è chi fa un casino infernale per incitare i propri giocatori, altri che chiacchieraano tra loro e che quando parte la musichetta si alza in piedi a ballare, per poi rimettersi a chiacchierare, altri invece che della partita non gli potrebbe fregare di meno, l'importante è mangiare: ho visto alcuni mangiare dall'inizio alla fine, come i miei vicini di posto, una coppia poco più che vent'enne, che si è ingurgitata di tutto (ho anche temuto per lo snoopy peluche che mi hanno regalato all'ingresso).
In effetti se vuoi mangiare, trovi veramente di tutto, americano, indiano, cinese, italiano, decine e decine di stand gastronomici; in più, sugli spalti, ci sono quelli che ti portano la coca, la birra, ti fanno gli hot dog li sul momento e se poi ti va il dolce, c'è anche quello che ti porta lo zucchero filato.... rosa....
Che dire di più, per la cronaca la partita è finita 5 a 1 per gli Yankee, ma il vero spettacolo l'ha fatto il pubblico: una bella differenza rispetto a quello dei nostri stadi (e non parlo solo del calcio) dove la cosa principale è insultare l'avversario prima che incitare i propri giocatori, non ho visto tifoserie divise, non ho visto treni assaltati, non ho visto niente di tutto quello che si vede comunemente ogni week end da noi; il bello è che lì giocano ogni giorno, ed ogni giorno è così, si vede che è gente che ha voglia di divertirsi, ma soprattutto, sa come farlo.
Buonanonne guys, anzi, buongiorno, ormai sarete svegli.
A domani
PS: stasera, per la prima volta, ho desiderato che ci fosse una persona con me...
martedì 16 settembre 2008
HARLEM
MOMA un par de ciufoli!!! direbbe quacuno... Chiuso il martedì, ma cosa l'ho comprata a fare la guida se poi non ci guardo!
Poco male, opto per il museo di storia naturale, prendo la metro, oggi mi sposto solo così e in 2 minuti sono li...
Ma mi stavo dimenticando una cosa!!! sto scrivendo da un bar, con wifi libera e dove? Ad Harlem, ma dico io!
Mi sembra di stare in un film, Harlem è proprio come me l'aspettavo, forse meglio, in questo bar è pieno di studenti collegati a internet, fuori è molto tranquilla, io sono qui nell'orario di chiusura delle scuole, in giro e nella metro era pieno di bambini di colore vestiti come damerini, con lo zaino.
La metro, che grande invenzione, e che profumo, sembra una stronzata, ma l'odore del ferro dei binari mi ha sempre suscitato emozione, sin da piccolo. Mi ero proposto di farmi la città il più possibile in superficie, ma vuoi per l'attrazione che ha la metro, vuoi per le articolazioni che hanno smesso di insultarmi, ma non sono ancora proprio a posto, oggi ho fatto la metro card e via...
Che altro dire, non sono ancora riuscito a postare una foto, non me lo permette, non so a cosa sia dovuto il problema, ma risolverò anche questo.
Grazie a tutti per i commenti
Alla prossima
PS: mi correggo, il bar (Amrita Cafè) non è propriamente ad Harlem, che invece rimane tra la 125 e la 145 strada.
Panoramix


Lunedì 15 ore 7 PM
Doccia veloce poi giù di nuovo, le articolazioni chiedono pietà, ma stasera mi sono messo in testa di andare sull'Empire State Building per vedere il panorama al tramonto e notturno... Bene, il grattacielo è a due passi, ma io, distratto da chissacchè, mi faccio di nuovo tutta la 7th fino a Time Square, quando mi accorgo che non era li il grattacielo, bensì, dieto il mio albergo, sigh!!! Fosse piccolo che non si vede...
Le articolazioni urlano pietà.
Arrivo non senza rischiare 2 o 3 investimenti (scriverò un capitolo a parte sulla guida dei newyorkesi e dei pedoni) ai piedi del grattacielo, ma la fila che vedo mi fa pensare che del tramonto vedrò ben poco... pazienza... dopo una ventina di minuti riesco a prendere l'ascensore (80 piani in 1 minuto!!!! roba da Mirabilandia), poi il secondo ascensore (questo solo una ventina di piani ma ad una velocità umana) e poi il Paradiso.
Una vista incrediblie, da togliere il fiato, sarebbe da mandare via tutti gli altri e mettersi li con una buona bottiglia, una sigaretta a contemplare.
Sapevo che la giornata ventilata avrebbe spazzato via l'umidità e lo smog, il cielo limpido ai limiti dell'incredibile, la macchina fotografica che scatta in continuazione. mi sarò perso il tramonto ma quello che ho visto non ha uguali...
"S'è fatta na certa" è ora di mangiare, scendo e di fianco al grattacielo c'è una birreria molto carina, non ricordo il nome purtroppo... Una bella bistecca e una birra è quello che ci vuole per i miei muscoli e le mie giunture, che nel frattempo hanno iniziato a insultarmi.
Ottima carne, la birra un po' meno, non ne conoscevo una e ho tirato un po' a indovinare, 35 dollari compresa la mancia (circa 23 euro), direi che posso ora andare a dormire soddisfatto.
AAAHHHHH, il dolore mi pervade tutto il corpo, l'aria condizionata del locale ha dato il colpo di grazia alla mia condizione ma, in qualche modo, deambulo comunque verso l'albergo...
Domani giornata più tranquilla credo, soprattutto sfrutterò la metro, credo che visiterò il MOMA.
"GUDNAIT"
Aggiornamento 23/09: la birreria fa parte della catena Heartland Brewery, le birre sono fatte in casa e ne hanno varie.
WIFI questa sconosciuta
Macy's è enorme, non finisce mai, 8 piani grandissimi e dentro trovi di tutto, dalle firme alle cose più "povere", io non ho comprato niente, stavolta.
Pomeriggio alla ricerca di una wifi libera e gratis... pomeriggio massacrante... e infruttuoso... solo wifi a pagamento e non ho ancora capito come...
Il massimo l'ho raggiunto in un McDonald, che sulla porta portava scritto "WIFI McDonald here", chiedo al commesso e non ne sa niente, cerco di dirgli cosa c'era scritto sulla porta ma niente, chiede ad una collega ma anche lei cade dalle nuvole, gli stavo per smontare la porta per fargli capire di cosa avevo bisogno, quando mi sono ricordato che ero negli States, meglio non fare troppo casino, Guantanamo non è poi così lontana...
Rinuncio, torno in albergo e mi informo per la connessione, naturalmente a pagamento e solo nella "lobby", mi metto il cuore in pace, pensando che stasera prima di andare a letto avrei scritto 2 righe sul blog per i miei amici...
Primo impatto



Lunedì 15 ore 11.30 AM
Eccomi qua, primo giorno a New York, bel tempo, ventilato al punto da portare via un po' di smog... non c'è male.
Sveglia ore 5 e un quarto... troppo presto, seconda sveglia ore 9 meno un quarto, già meglio... Doccia veloce, riordino della camera quanto basta e poi giù....
Non avete un'idea, da rimanerci senza fiato... il Madison Square Garden che ho davanti e i palazzi altissimi ai lati, le insegne luminosissime che pubblicizzano i nuovi film in uscita, imprssionante, il primo impatto posso dire che è stato impressionante.
Mi dirigo da qualche parte lungo la 7th, non ho voglia di tirare fuori la cartina, nn so dove sto andando, ma poco dopo lo capisco, vedo in lontananza gli schermi illuminati di Time Square, dopo 10 minuti di cammino solo li, bella sorpresa devo dire...
Molti colori, dovuti più che altro alle insegne pubblicitarie, ma piacevoli ugualmente...
Sosta davanti alla webcam per salutare i "mechanema boys", qualche scatto e poi dedico qualche minuto al mio stomaco ancora a digiuno... decido di provare starbucks... non male ma niente di che.... e la wifi non è free, mannaggia!
Sto scrivendo dall Herald Square Park, un angolo molto carino ai piedi del monumento a James Gordon Bennet, fondatore del New York Herald, e sticazzi? direte voi? lo dico anche io!!! tornando al parchetto è bellino, pulito, in mezzo ad un crocevia di strade percui non molto silenzioso, e davanti a Macy's, un mega centro commerciale, che presto visiterò.
domenica 14 settembre 2008
Alè burdel... si parte
maglietta della salute, taaac... mutandoni di lana col taglio davanti, taaac... vestaglione di flanella, taaac, tac, tac
mancano solo 24 ore e Bacco mette piede in America
e da allora niente sarà più come prima (cala, cala!!!)
rimanete sintonizzati
mercoledì 27 agosto 2008
Beta

Alè!!! Si parte...
Primo post, in questo che dovrebbe essere, per 6 giorni (dal 14/09 al 20/09/2008) il mio diario di viaggio, ove pubblicherò impressioni, commenti e (spero) tante foto della città di New York.
E' la mia prima esperienza con un blog, quindi non so cosa ne verrà fuori...
Presentazione? Mi chiamo Fabio, 33 anni, sono di Rimini, lavoro in uno studio di design e engineering (Mechanema) sempre di Rimini, sono single, ho una macchina, una moto, 2 bici, un gatto e qualche macchina fotografica.
E' la mia prima esperienza di viaggio in solitario, si perchè avevo omesso di scrivere che il viaggio me lo faccio da solo.
La lingua? lasciamo perdere, un pianto, nonostante i miei sforzi penso che per farmi capire dovrò andare avanti a gesti e disegni. Il problema sorgerà quando sarò io a dover capire loro; ma si mi arrangerò, improvviserò, tanto!!!
Adesso studio un po' questo blog: come si fa questo, come si farà quello, so già che inizialmente farò un casino che metà basta.
OK, fatto il primo post. Bello no?
Alla prossima, "stèi tiund"!!
PS: nella foto c'è uno sfigato che conosco da una vita!!!!